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Chi può rivolgersi?

Alla Consigliera possono rivolgersi tutte le donne che ritengono di aver subito discriminazioni nell'accesso al lavoro o sul luogo di lavoro, nella retribuzione, nella possibilità di frequentare corsi di formazione professionale, in quella di fare carriera all'interno dell'azienda e quelle i cui diritti sono stati contrastati in caso di maternità o che sono state licenziate perché donne.

Il servizio di consulenza è gratuito, riservato e - per chi lo desidera - anonimo.

Possono rivolgersi anche:

  • imprenditrici e imprenditori che vogliono promuovere azioni positive per realizzare le pari opportunità nella propria azienda anche attraverso progetti e finanziamenti
  • enti pubblici che devono costituire i Comitati Unici di Garanzia (CUG) e presentare il Piano di Azioni Positive
  • delegati sindacali e avvocati che intendono richiedere il supporto della Consigliera di parità nella gestione dei casi di discriminazione che hanno in carico

Riceve su appuntamento.

Discriminazione di genere diretta “qualsiasi atto, patto o comportamento che produca un effetto pregiudizievole discriminando anche in via indiretta le lavoratrici o i lavoratori in ragione del loro sesso”.

Discriminazione di genere indiretta “ogni trattamento pregiudizievole conseguente all'adozione di criteri che svantaggino in modo proporzionalmente maggiore i lavoratori dell’uno o dell’altro sesso e riguardino i requisiti non essenziali allo svolgimento dell’attività lavorativa”.

25/11/2019